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Argomento:

Un’importante vittoria giudiziaria per USB e per tutte le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali

Roma -

Il Tribunale ha riconosciuto le ragioni della lavoratrice Luana P., assistita da USB e dagli avvocati Bartolo Mancuso e Martina De Petra, stabilendo un principio fondamentale: le ore contrattuali devono essere obbligatoriamente garantite e retribuite.

La cooperativa Arca di Noè di Roma non assegnava alla lavoratrice le ore previste dal contratto, pur a fronte della sua piena disponibilità a svolgere la prestazione lavorativa. Non solo non le venivano garantite le ore pattuite, ma non le venivano nemmeno retribuite le ore non lavorate per mancanza di organizzazione datoriale.

Il Giudice ha emesso una sentenza che interviene su una prassi purtroppo consolidata nel mondo delle cooperative sociali: pagare esclusivamente il “lavorato” e non il “contrattuale”. Un meccanismo che scarica sui lavoratori il rischio d’impresa e che di fatto si traduce in una forma mascherata di cottimo: se lavori ti pago, se non ho lavoro non ti pago.

USB si è sempre opposta con forza a questa modalità, che calpesta una conquista fondamentale del movimento dei lavoratori: il contratto come garanzia di salario e dignità.

Questa sentenza ribadisce con chiarezza ciò che sosteniamo da sempre: le ore previste dal contratto devono essere pagate indipendentemente dalla capacità o volontà del datore di lavoro di organizzare il servizio. Il rischio d’impresa non può ricadere sulle lavoratrici e sui lavoratori.

USB continuerà a contrastare ogni forma di precarizzazione mascherata e a difendere il principio che il contratto si rispetta, sempre.