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UNIVERSITA': LA PROTESTA USCIRA' DAGLI ATENEI

Roma -

Si è riunita oggi alla Università La Sapienza di Roma l’assemblea nazionale dalle Rappresentanze sindacali della docenza universitaria, aperta a tutte le componenti,  per discutere su una mozione contro il DL 112 Brunetta che prevede, tra l’altro, la privatizzazione dell’Università pubblica attraverso la trasformazione in fondazione.

 

Dai docenti ai ricercatori precari, dalle rappresentanze studentesche a quelle del personale tecnico amministrativo, gli interventi hanno tutti evidenziato gli effetti devastanti di questa manovra, che dà inizio a un vero e proprio smantellamento dello Stato Sociale partendo dall’Università.

 

“Aumento delle tasse e diminuzione dei benefici per i meno abbienti sarebbero le principali ricadute su studenti e famiglie. Ma altrettanto gravi sarebbero le ripercussioni sulla libertà di formazione, della didattica e della ricerca”, ha dichiarato in assemblea Anna Maria Surdo, rappresentante di RdB Università. “Se i giovani verrebbero privati di un futuro possibile, anche per il personale tecnico-amministrativo le conseguenze non sarebbero da poco: oltre alla riduzione dello stipendio, ai tagli agli organici, al blocco delle progressioni verticali, alla decurtazione del salario per malattia fin dal primo giorno, agli arresti domiciliari per chi è malato, a rischio, in futuro prossimo, è anche il posto di lavoro”.

 

“Ognuno di noi può dunque trovarsi a pagare lo scotto su più fronti – ha proseguito la responsabile RdB - come cittadino, come genitore e come lavoratore. Per questo la protesta non rimarrà chiusa all’interno degli atenei. Se non verrà abrogato l’intero DL 112 tutti insieme, studenti, senati accademici, docenti, ricercatori, personale tecnico amministrativo, daremo vita ad una protesta che si salderà con quella degli altri lavoratori, pubblici e privati, e con tutti i cittadini a difesa dello Stato Sociale ”,   ha concluso Surdo.

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