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Il Contratto sanità che vogliamo in 10 punti

1 - Perchè diciamo NO agli Incarichi di Funzione: vuoi il cane da guardia? Pagatelo coi tuoi soldi!

Presentiamo da oggi in 10 punti le nostre proposte per il rinnovo del contratto del personale della sanità pubblica.

Ogni punto sarà illustrato da un banner ed un breve video.

 

Roma -

Il governo ha deciso di riaprire la fase contrattuale del pubblico impiego e, nel mezzo della pandemia che stiamo vivendo, particolare importanza assume  il CCNL della Sanità con i suoi dipendenti più volte osannati come Eroi e ripagati con la mancia del bonus, senza reali miglioramenti salariali strutturali ed in condizioni di lavoro sempre più usuranti.
Mentre i sindacati complici confederali pensano ai fondi pensione da loro gestiti, mentre i sindacati corporativi di settore illudono con mistificanti promesse di contratti separati per le professioni sanitarie, USB presenta la sua piattaforma "Il Contratto della Sanità che Vogliamo", con punti chiari ed attuabili, che riteniamo siano fondamentali per avere lavoratori  e lavoratrici della sanità soddisfatti e sani.
Il prossimo contratto quindi, dovrà contenere elementi che costituiscano una effettiva valorizzazione di tutti i dipendenti del comparto Sanità sicuramente dal punto di vista economico, anche riconoscendo la necessità di rivalutare tutte le indennità professionali ferme da oltre dieci anni, ma anche tramite una parte normativa che, attraverso la riqualificazione di tutto il personale, non conceda spiragli a pericolose derive corporative che renderebbero ancora più fragile e frammentato un sistema già fortemente indebolito dalal regionalizzazione.
Uno dei punti su cui partire per la proposta riguarda gli

1) Incarichi di funzione

Le indennità di funzione (le ex posizioni organizzative) rappresentano lo strumento clientelare per eccellenza, incarichi fiduciari che vengono spartiti tra i sindacati clientelari e corporativi e condivisi dalle amministrazioni che, in un connubio volto a garantirsi il controllo sui lavoratori, identificano strutture e servizi dove collocare persone di fiducia che, in cambio di corpose indennità -possono arrivare fino a 12000 euro annui - promuovono, assecondano e mettono in pratica quanto deciso a livello di strategia e politica aziendale e che quasi sempre si rivela un attacco ai diritti dei lavoratori e alle loro condizioni di lavoro: un vero gruppo di Cani da Guardia che costituiscono la quinta colonna della dirigenza. Una mirata articolazione contrattuale consente alle aziende sanitarie di decidere in piena autonomia quanti incarichi di funzione attivare con costi a carico dei fondi del comparto. Questo deve necessariamente cessare e se le amministrazioni ritengono funzionale e indispensabile all’organizzazione attivare le Posizioni Organizzative, devono provvedere a finanziarli con fondi propri e non con quelli dei lavoratori.
 

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