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USB incontra il ministro Fitto sul PNRR: precari PA, Sanità, ddl Concorrenza, privatizzazioni, edilizia pubblica e autonomia differenziata i temi affrontati

Nazionale -

Una delegazione dell’USB ha incontrato stamattina a Palazzo Chigi il Ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto, sui temi del PNRR.

“Stabilizzare tutti i precari della P.A., fermare il DDL Concorrenza e le nuove privatizzazioni dei servizi pubblici, assumere almeno centomila infermieri, creare un milione di nuove case popolari, rilanciare il Sud e fermare l’autonomia differenziata”.

“Le tante condizionalità a cui è obbligato il nostro Paese per accedere ai fondi del Recovery Plan porteranno ad un ulteriore smantellamento dei servizi pubblici, facendoci ritrovare domani ancora più poveri. Il governo Meloni sta accettando tutto quello che la Ue ci impone di fare per ottenere le nuove tranche di debito, che comunque domani dovremo in gran parte restituire”.

“Basta con le assunzioni precarie e a tempo determinato, serve lavoro stabile in tutti i settori della P.A. I fondi messi a disposizione per le infrastrutture del settore sanitario devono essere accompagnati dall’assunzione di personale infermieristico, altrimenti saranno scatole vuote da cedere ai privati. Riportare in mano pubblica la Riabilitazione e prevedere 1800 consultori pubblici gratuiti”.

“Serve una politica della casa che manca in Italia da almeno quarant’anni. Invece di spendere tutto con il superbonus occorre rilanciare l’edilizia pubblica per creare almeno un milione di case popolari e smetterla di svendere il patrimonio pubblico residuo (appena il 3% rispetto ad altri paesi europei che hanno il 20, 30 e 40% di patrimonio residenziale di proprietà pubblica)”.

“Al centro degli investimenti ci deve essere il Sud, indietro in tutti i servizi pubblici, dalla scuola alla sanità ai trasporti agli asili nido agli enti locali. Vanno bocciati tutti i progetti di autonomia differenziata e realizzata una autentica parità di condizioni di vita e di opportunità in tutto il Paese”.

“Serve un intervento sull’ambiente che metta al centro la salvaguardia del territorio: primo imperativo deve essere quello della lotta al dissesto idrogeologico, la messa in sicurezza degli argini dei fiumi e la tutela della popolazione dai rischi sismici. Poi occorre procedere alla bonifica dei tanti siti inquinati. Va inoltre recuperata la fertilità dei suoli e disincentivato l’uso della chimica in agricoltura”.

“Sul piano industriale è ora di rimettere in campo un’economia pubblica senza la quale non sarà mai possibile ripristinare una politica industriale del nostro paese ma solo rimanere soggetti agli interessi delle grandi concentrazioni economiche multinazionali. Chiediamo da tempo di dare vita ad una nuova IRI che concentri le risorse nella gestione delle risorse strategiche. Lo smantellamento di Alitalia non ha portato alcuna utilità al paese se non perdere migliaia di posti di lavoro, così come da l’ILVA in mano ad un management che ora sta portando al licenziamento di altri duemila lavoratori. È ora di invertire la rotta”.

Unione Sindacale di Base

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