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Argomento:

USB Pensionati: contro la guerra e il riarmo, per la scala mobile per difendere salari e pensioni. 30 ottobre sciopero generale

Roma -

Mentre il governo è alla ricerca di 10 miliardi di euro per la prossima legge di bilancio, torna a farsi strada, nella predisposizione della finanziaria, l’ipotesi di un nuovo taglio alla rivalutazione delle pensioni. Una misura che, se confermata, rischia di trasformare ancora una volta le pensioni in un terreno di caccia per fare cassa, scaricando sui pensionati il costo delle politiche economiche del governo che sceglie l’economia di guerra.

USB Pensionati respinge con forza questa prospettiva.

La rivalutazione delle pensioni non è un privilegio, non è una concessione dello Stato e non è una variabile da manovrare a piacimento nei bilanci pubblici. È un diritto fondamentale, per difendere il potere d’acquisto di chi ha lavorato una vita e oggi con la sola pensione deve fare i conti con il caro vita, gli aumenti delle bollette, degli affitti, dei generi alimentari, dei farmaci e delle prestazioni sanitarie.

Quando i prezzi aumentano le pensioni devono recuperare il loro valore reale. Se la rivalutazione viene ridotta il risultato è un impoverimento progressivo. E quando questa operazione viene ripetuta negli anni, le perdite si accumulano, erodendo il valore degli assegni e rendendo sempre più difficile arrivare alla fine del mese.

Non accetteremo che il diritto a una pensione dignitosa venga sacrificato sull’altare dei conti pubblici e dell’economia di guerra.

Sia chiaro l’ipotesi di una stretta sulla rivalutazione degli assegni pensionistici non può diventare il grimaldello per fare cassa con l’introduzione di nuovi tagli, restringere le tutele e negare il futuro alle nuove generazioni, peggiorando il sistema previdenziale. Dietro le formule tecniche e i numeri delle manovre ci sono persone, famiglie e condizioni di vita concrete. No! ad una finanziaria di guerra e riarmo che sottrae risorse al lavoro e alle pensioni. Se servono risorse si vadano a cercare dove sono concentrate le grandi ricchezze, dove si accumulano profitti e rendite, anche grazie alla guerra, dove l’evasione fiscale sottrae risorse alla collettività. Si faccia pagare chi ha di più, non chi vive del proprio lavoro e di una pensione spesso già insufficiente.

Non è accettabile invocare sacrifici per i pensionati e i lavoratori mentre si continua a ignorare la necessità di una redistribuzione della ricchezza, di salari adeguati, di pensioni dignitose e di servizi pubblici accessibili a tutti.

USB Pensionati rivendica con forza e pieno diritto:

  • La piena tutela del potere d’acquisto delle pensioni, attraverso una rivalutazione vera e adeguata all’inflazione reale, che tenga conto dell’effettivo aumento del costo della vita con il ripristino della scala mobile o altro strumento di adeguamento automatico delle retribuzioni e delle pensioni al costo della vita.
  • Nessun nuovo taglio alla perequazione, né attraverso modifiche dirette né mediante meccanismi che producano perdite progressive nel tempo.
  • Pensioni minime dignitose, non inferiori a 1.000,00 euro mensili nette, capaci di garantire una vita autonoma e di contrastare la povertà nella terza età.
  • Una riforma previdenziale giusta, che superi le rigidità della legge Fornero e riconosca il diritto a una pensione pubblica dignitosa dopo una vita di lavoro.
  • Una politica fiscale realmente progressiva, che colpisca la speculazione energetica e del riarmo, i grandi patrimoni, rendite ed evasione, invece di far ricadere il peso della manovra sulle fasce popolari.
  • Abolizione dell’IVA sui beni di prima necessità
  • Innalzamento della no tax area.

SU questa piattaforma la USB pensionati sostiene tutti i momenti di lotta nei territori contro il carovita e la guerra e aderisce allo sciopero generale del 30 ottobre indetto dalla confederazione USB

 

I soldi si prendano dai profitti e dalle grandi ricchezze, non dalle pensioni!