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USB RAI: la gogna non è un servizio pubblico. La vita delle persone non vale un punto di share

Roma -

Fonte immagine: Di Archeologo di Wikipedia in italiano - Trasferito da it.wikipedia su Commons., Pubblico dominio, commons.wikimedia.org/w/index.php

Unione Sindacale di Base – Coordinamento Rai raccoglie e rilancia la preoccupazione di giornalisti e giornaliste, congiuntamente alle lavoratrici e i lavoratori impegnati nella produzione news e nei programmi di approfondimento, su come il Servizio Pubblico ha raccontato le proteste di queste settimane.

Il carovita e gli investimenti militari hanno acceso il malcontento in fasce molto diverse della popolazione, dagli autotrasportatori agli studenti. Il nostro compito dovrebbe essere raccontare quel malcontento senza denigrare chi lo esprime e senza usarlo per fare ascolti.

Le proteste degli autotrasportatori sono passate per due fasi e in nessuna delle due si è visto il servizio pubblico: prima sono state rese invisibili, poi, quando ignorarle non era più possibile, sono state delegittimate, replicando senza spirito critico le illazioni di un Governo che ha scelto la strada della repressione.

Studenti e manifestanti sono stati fatti passare per violenti. Su questo punto ci preoccupa soprattutto la morbosità con cui si è andati a frugare nella vita di un ragazzino di undici anni, in aperta violazione della Carta di Treviso, il protocollo deontologico che dovrebbe tutelare proprio i minori dall’esposizione e dall’identificazione.

Poi c’è Youssef S., trattato come il capo dei disordini e sbattuto davanti alle telecamere, quando per la Costituzione resta non colpevole fino alla sentenza definitiva. Una garanzia che vale per tutti, anche -e soprattutto- per chi protesta, e che in onda è sparita nel tempo di un servizio

Come iscritte e iscritti di USB sosteniamo il dissenso democratico e chi lo esercita, ne condividiamo il malessere e chiediamo ai programmi di approfondimento di affrontare questi temi con più equilibrio, facendo servizio pubblico più che informazione interessata.

Per le stesse ragioni che hanno portato in piazza camionisti e studenti, per la lotta al carovita, alla politica del riarmo, all’informazione di interesse politico, rilanciamo l’appello allo sciopero generale del 30 ottobre e chiediamo a chiunque di far girare questo comunicato.

 

USB – Coordinamento RAI

In collaborazione con Alessandro Sahebi, giornalista