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USB su ASP Golgi-Redaelli: Dichiarazioni della dirigenza oscurano la verità

Nazionale -

Abbiamo letto increduli le dichiarazioni rilasciate dal Dr. Grillo, direttore medico dell’Istituto geriatrico “P. Redaelli” di Milano, sull’edizione de Il Giorno del 18 aprile 2020 (v. allegato). Riteniamo che le dichiarazioni rilasciate siano particolarmente gravi perché velano una realtà che è ben più grave di come descritta da Grillo, sia per i degenti che per gli operatori.

Purtroppo, complessivamente i decessi nelle tre strutture al giorno 17 aprile risultavano già 177 e di questi 69 erano positivi e 23 sospetti. Un dato calcolato sicuramente per difetto, visto il bassissimo numero di tamponi effettuato sui pazienti, in particolare a Vimodrone dove al giorno 10 aprile ne risultavano effettuati solo 100 (50 una settimana fa!) su un totale aziendale di 522. UN numero bassissimo se si considera che la struttura di Vimodrone ha circa 500 posti letto, quella di Milano quasi 600 e quella  di Abbiategrasso poco              più         di            300.

Una situazione resa gravissima dalla mancata sorveglianza sanitaria sui dipendenti che ha portato a superare i 400 lavoratori assenti per malattia, sui circa 950 addetti all’assistenza. Ad oggi, infatti risultano pochissimi quelli sottoposti a tampone e criticità ancora più grandi permangono per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori dipendenti delle ditte in appalto per i quali le procedure risultano estremamente fumose e ci vengono segnalati rientri in servizio  dopo malattie con sintomi influenzali in assenza di controllo con tampone                                  naso-faringeo.

Così come non viene spesa una parola sulle indicazioni dei preposti, ad inizio epidemia, a non indossare le mascherine “per non impressionare i pazienti” e le difficoltà iniziali a reperire e gestire i

DPI per cui gli operatori si sono ritrovati ad usare mascherine chirurgiche per più giorni e in qualche caso a lavarle a  casa.

per tacere della diffusione da parte della dirigenza di una nota con la quale si invitavano gli operatori a sanificare i dispositivi di protezione, attraverso una procedura che veniva allegata.

In mezzo a tutta questa evidente mistificazione, suona sinistra anche una nota delle RSU aziendale a firma del coordinatore aziendale con la quale la RSU si dissocia dalla nostra iniziativa di presentare un esposto alla Procura della Repubblica, adducendo come motivazione, tra le altre cose, che non sta al sindacato la responsabilità di “individuare colpe”.

 

Non crediamo che questi atteggiamenti siano quelli indicati per garantire la tutela della salute di ospiti e dirigenti.

 

*i dati riportati su decessi, tamponi e malattie, sono tratti dai report aziendali ufficiali.

In allegato la notizia approfondita

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