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USB-TAXI, quando tutto sarà privato saremo privati di tutto

Nazionale -

Da quella barricata che è il servizio pubblico noi lavoratori di un servizio pubblico essenziale dobbiamo avere la forza la capacità, l'intelligenza, il coraggio e la determinazione di rispondere colpo su colpo agli attacchi di chi rappresenta gli interessi delle grandi società finanziarie, le MULTINAZIONALI.

Sarà una battaglia lunga che oggi coinvolge i taxi, ma che non coinvolgerà solo i taxi, perché il danno che provocano certe scelte ha una ricaduta molto più ampia. Le mancate entrate per gli interessi che anche il Governo Draghi difende, ricadono; sull'istruzione dei nostri figli, sulle cure dei nostri ospedali, sull'accesso allo sport, alla cultura, da studi internazionali indipendenti (fonte CICTAR e TJN) parlano dell'equivalente del 10% della nostra spesa sanitaria, o del 15% delle spese per l'istruzione, per quello che riguarda il nostro Paese.

Come pure il ricatto dei fondi del PNRR, dell'Europa che ce lo chiede, altro non sono che lo specchietto per le allodole di chi vuole farci piegare la testa, senza che poi quei fondi vadano realmente a chi lavora.

Gli aumenti di luce, gas e beni primari sono l'evidente dimostrazione di quello che loro intendono con regime di CONCORRENZA, in realtà altro non è se non un libero mercato, espressione edulcorata dell'ennesima rapina sociale. L'ex banchiere europeo, colui che ha devastato la Grecia, si prepara a ripetere la macelleria sociale con il nostro Paese, a riprova che l'unico vero "senso di appartenenza" che conoscono i personaggi come Draghi, è quello del grande capitale finanziario. Con i suoi tanti sponsor (nazionali e internazionali) impegnati in un processo universale di beatificazione, che potrebbe portarlo non solo alla Presidenza della Repubblica, ma chissà magari anche al soglio pontificio.

Abbiamo quindi come tassisti oggi l'ennesima battaglia da affrontare, ancora una volta ci troviamo di fronte allo scontro tra chi porta a casa il suo reddito con il "sudore" e la speculazione finanziaria internazionale. SUDORE CONTRO SPECULAZIONE per questo non dobbiamo perdere. Noi sappiamo da quale lato della barricata schierarci, è giunto il momento però che la Società civile (se vuole usare questo aggettivo in maniera sensata), si posizioni per la difesa del SERVIZIO PUBBLICO e per contrastare tutte quelle politiche liberiste che ci hanno da sempre devastato.

Non sarà lo scontro da una botta e via, sarà forse più simile ad una guerriglia, che ad una guerra di armate, anche perché noi non disponiamo di risorse illimitate e anzi veniamo da una catastrofe economica dovuta alla pandemia sanitaria che già ci ha tanto provato. L'unica cosa illimitata dovrà essere la determinazione, con cui rispondere ai loro attacchi, rispondere per ricostruire ogni volta la nostra postazione, fino ad arrivare a fargli cadere la maschera dietro cui vengono santificati.

Resistere e lottare, è l'imperativo se vogliamo vincere.

I lavoratori quando scioperano pagano sempre un prezzo, nella situazione economica in cui ci troviamo è quindi ancora più difficile. Gli ultimi due Natali, sono passati con difficoltà indicibili, pensavamo e speravamo di poter tornare a respirare, ma non sarà così. Il Natale che dovremo affrontare sarà anche questo fatto di difficoltà, ma dobbiamo trovare comunque la capacità di non rassegnarci, lottare e protestare con forza, dobbiamo farlo per noi e per le nostre famiglie. Pensiamo però che non dobbiamo essere lasciati soli, anche la Società dovrà comprendere le nostre ragioni e sostenerci.

Quando i lavoratori scioperano non lo fanno a cuor leggero, perdono soldi, lo fanno perché sono costretti a quella scelta. Proprio per questo le responsabilità di queste proteste devono essere individuate con chiarezza. Risiedono in chi ci costringe a lottare, a scioperare, a protestare, a manifestare

Quindi seppur scusandoci dei disagi, v'invitiamo a rivolgervi a chi c'impone di lottare per il nostro lavoro, per dirgli di fermarsi.

Noi siamo pronti e in parte obbligati a farlo, altri; Parlamento, Cittadini, Società Civile, devono dimostrare quale sarà per loro il lato della barricata dove si posizioneranno.

Noi ci batteremo fino all'ultima risorsa, non devono PASSARE e per quello che riguarda NO PASARAN!

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