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WELFARE: L'ACCORDO TRA GOVERNO, CGIL, CISL E UIL PENALIZZA ULTERIORMENTE I LAVORATORI IMMIGRATI

Roma -

Il “Protocollo su previdenza, lavoro e competitività“ presentato dal Governo ed approvato dai sindacati concertativi, penalizza ancora una volta i lavoratori immigrati.

 

Già la legge Bossi–Fini prevede, ingiustamente, che in caso di rimpatrio il lavoratore immigrato possa godere della pensione solo a condizione di aver compiuto i 65 anni di età, cioè oltre l’età pensionabile prevista in Italia.

 

Adesso il Protocollo propone di siglare convenzioni tra l’Italia ed il paese di provenienza del lavoratore immigrato, mirate a ribadire il limite dei 65 anni. Inoltre non viene prevista nessuna garanzia di poter ottenere i contributi versati in Italia nel caso in cui il paese di provenienza si trovi in un momento di instabilità politica ed economica.

 

“Quanto proposto dal governo, è un ennesima truffa alle pensioni dei cittadini immigrati” commenta, Aboubakar Soumahoro, della RdB-CUB Immigrazione. “Insieme alla Legge Bossi-Fini questo protocollo rappresenta una forte discriminazione nonché un’ ingiustizia sociale ai danni di milioni di cittadini immigrati, i quali lavorano e producono nel nostro paese”.

    

“Le RdB-CUB daranno battaglia contro questo accordo, per abrogare la norma vergognosa che blocca la restituzione dei contributi a milioni di immigrati fino al compimento dei 65 anni di età e per rilanciare la proposta del riscatto immediato dei contributi versati durante il periodo lavorativo trascorso in Italia” conclude Soumahoro.

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