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Borgo Mezzanone, il fatturato di morte nelle campagne cresce e Salvini esulta

Roma -

L’incendio di questa notte a Borgo Mezzanone, costato la vita a un giovane gambiano, è soltanto l’ultima tragedia di una serie che con questo governo diventa sempre più lunga.

Un fatturato di morte che il ministro dell’Interno Matteo Salvini rivendica con orgoglio: “I grandi insediamenti di stranieri, legali e abusivi, che abbiamo ereditato dalla sinistra erano e sono un problema. Abbiamo il dovere di riportare sicurezza, ordine e legalità continuando con i controlli, gli sgomberi e i progressivi svuotamenti.”

Non si fa più nemmeno la fatica di edulcorare le parole: anche gli insediamenti legali sono un problema e vanno smantellati. I migranti? Che si arrangino o che crepino, scelgano loro, non è affare del Viminale.

Il punto, in questa situazione di razzismo conclamato, di rigurgiti fascisti, di attentato continuo alla Costituzione nata dalla Resistenza, è che non sembra ci si voglia fermare. Dopo i braccianti, dopo i migranti, nuovi “controlli” e nuovi “sgomberi” da mettere in atto, riguardino essi gli abitanti delle periferie o i lavoratori in lotta per il posto di lavoro.

Occorre arginare, subito, questa deriva autoritaria. USB è in prima fila per rivendicare i diritti e la dignità degli ultimi indipendentemente dal colore della pelle.

USB esprime ai familiari del giovane gambiano morto a Borgo Mezzanone le più sentite condoglianze e auspica che sia fatta piena luce sulle circostanze del decesso.

Unione Sindacale di Base

 

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