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Cantieri RFI: mafia, corruzione e morti ammazzati sul lavoro

Roma -

Ancora due lavoratori ammazzati sul lavoro; sono Salvato Borriello di 47 anni, di Torre del Greeco, e Salvatore Palumbo 54 anni, di Ercolano, schiacciati da un pesante pannello che doveva essere messo in opera come separazione della linea ferroviaria Milano-Tortona dalla campagna adiacente. I fatti sono avvenuti nei pressi della fermata di Pieve Emanuele, fra Locate Triulsi e Villamaggiore.

 

E mentre i lavoratori continuano a morire nei cantieri ferroviari RFI di tutta Italia, la magistratura indaga i vertici della stessa società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane per collusione con la mafia nell'assegnazione degli appalti.

 

Dalle notizie stampa si apprende che i due lavoratori si erano trasferiti da poco dai loro paesi di origine e lavoravano per la ditta Cefi srl, un'azienda di Casoria - nel Napoletano - che stava eseguendo il cantiere per conto di Ferrovie dello Stato.

 

Dalle stesse notizie si apprende che la squadra all'opera era composta da tre operai e che l'attività di posizionamento dei pesanti pannelli divisori si stava svolgendo a pochi metri dal binario in esercizio.

 

Una considerazione che sorge immediata guardando alcune immagini girate da TV locali sul posto è che il rischio per la circolazione ferroviaria associato all'entità dell'attività cantieristica in corso era elevato in quanto svolto a pochi metri dal binario attivo e separato dal cantire con una semplice rete di plastica; così come sembra evidente l'inadeguata quantità di personale addetto alle operazioni di posa in opera dei pannelli (3 operai). Per altro dalle immagini stesse si nota che la grossa gru che stava posizionando dall'alto il pesante pannello era un mezzo d'opera preso a noleggio: quanta conoscenza del funzionamento di tale mezzo aveva l'operatore a cui, sulle prime, si sta addebitando l'errore di manovra?

 

USB sta da tempo denunciando in tutte le sedi possibili il crescendo di incidenti gravi e mortali nei cantieri RFI, associando questa tragica progressione al vigente sistema degli appalti, in cui attraverso l'assegnazione all'impresa privata del 90% delle attività ferroviarie RFI elude le proprie responsabilità sul rispetto delle normative per la sicurezza sul lavoro e della stessa circolazione ferroviaria, accanendosi per altro con sanzioni disciplinari sui rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che svolgono coerentemente il loro ruolo di tutela del diritto alla vita dei lavoratori stessi.

 

In attesa di ulteriori notizie su questa ennesima tragedia nei cantieri di RFI, USB a nome di tutti i propri iscritti esprime sinceri cordoglio e solidarietà alle famiglie dei due lavoratori, restando a loro disposizione per ogni esigenza di tutela.

 

 

 

 

 

UNIONE SINDACALE DI BASE Lavoro Privato - Attività Ferroviarie

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