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Case di riposo, nella Bassa Parmense si muore e ci si ammala ma non si fanno tamponi: al Santa Rita di Soragna 15% di morti e 50% di operatori in malattia, come a Sissa

Parma -

In un precedente comunicato USB ha reso noto la tragica situazione della Cra di Sissa, con una mortalità del 15% degli anziani ricoverati: cioè 10 ospiti morti su un totale di 60. Abbiamo anche rilevato la grave situazione di contagio fra gli operatori, infatti il 50% è in malattia. È discutibile e poco credibile sostenere che il contagio abbia potuto, nel giro di pochi giorni, causare la morte di dieci persone e spedire il 50% del personale in malattia. Questo significa escludere che ci sia stata una tempestiva attivazione delle misure di prevenzione e contenimento dei soggetti malati.

Oggi siamo allarmati e preoccupati per le informazioni dalla Cra Santa Rita di Soragna. In questa casa di riposo sarebbero morti in pochi giorni 8 dei 50 ospiti, una percentuale pari al 16%, e 3 anziani risulterebbero ospedalizzati. Al Santa Rita sono 9 le operatrici che risulterebbero in malattia su circa 20 lavoratrici. Anche in questo caso la percentuale si aggira intorno al 50%. Come per la CRA di Sissa questi numeri destano preoccupazione. 

Da quanto ci risulta in entrambe le case di riposo non sono stati fatti i tamponi né agli ospiti in struttura, né al personale in servizio, né al personale in malattia, né agli ospiti deceduti. Quindi, pur essendo certa una situazione di contagio, anche in questo caso non riscontriamo la volontà di effettuare le verifiche necessarie, per capire quanti e chi tra ospiti e personale sia affetto da Covid-19 e quindi veicolo di potenziale contagio. Una siffatta situazione evidenzia come vi siano stati inerzia e ritardo nell’attivazione delle procedure di contenimento e nella distribuzione al personale dei dispositivi di protezione.

Lo abbiamo ribadito in tutti i nostri comunicati: è necessario realizzare il tampone di verifica al contagio per tutti gli operatori e ospiti, per identificare anche i soggetti asintomatici, e quindi prevenire la diffusione del coronavirus. Inoltre occorre completare la distribuzione a tutti gli operatori dei presidi di protezione.

Contrariamente ai soggetti privati ed istituzionali che non rendono nota la gravità di certe situazioni, USB rivendica il diritto a trasparenza e informazione per i lavoratori, gli ospiti e tutta la popolazione.

 

Parma, 27 marzo 2020

 

USB Confederazione di Parma

 

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