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Coronavirus, USB: 32 ore di sciopero contro le scelte a metà di un governo che si uniforma a Confindustria. È ora di provvedimenti eccezional

Roma -

USB ha proclamato lo sciopero generale di 32 ore per tutto il comparto dell’industria e del sistema produttivo italiano, con esclusione dei settori essenziali. È la risposta alla scelta a metà del governo che, uniformandosi ai voleri di Confindustria spalleggiata dai sindacati concertativi, ha annunciato che fabbriche, centri commerciali, uffici, stazioni, porti, aeroporti, hub e magazzini della logistica restano aperti.

La decisione cozza con l’invito pressante del governo, ripetuto con ogni mezzo, a rimanere a casa per contrastare l’epidemia. Altre erano le scelte, anteponendo salute e lotta al contagio al resto dei problemi, sull’esempio della Cina. I recenti scioperi hanno costretto Conte a sottolineare l’esigenza di mettere in sicurezza i reparti e questo rappresenta per tutti i lavoratori e per i delegati di USB uno spazio di intervento, di fronte al silenzio dei sindacati complici.

I decreti e le ingiunzioni al rispetto dei parametri di sicurezza vanno utilizzati contro ogni irregolarità. Dove è possibile, ricorreremo allo sciopero per obbligare i padroni a tutelare la salute di chi lavora e dell'intera cittadinanza. Se non ci difendiamo NOI, lavoratori, cittadini, a prescindere dalla mansione, dal genere, dall'etnia, con la solidarietà e l'intelligenza collettiva, nessuno lo farà per noi.

Tutto questo mentre Conte ringrazia a ogni piè sospinto i lavoratori della sanità pubblica. Finora ingiuriati perché lavativi, oggi si riscoprono eroi nazionali. Quanta ipocrisia insopportabile. Il governo proceda piuttosto ad assunzioni vere nel settore sanitario pubblico, non quelle a termine di cui si parla; metta le strutture della sanità privata al servizio dell'interesse collettivo, anche con le requisizioni.

Tutti i lavoratori della sanità pubblica, e con loro i tantissimi esternalizzati delle ditte private, contribuiscono alla lotta contro il virus ma non possono protestare. Per tutti loro USB è impegnata non solo a denunciare ma anche a costruire la mobilitazione, appena possibile.

È il momento di assicurare a tutti i lavoratori che i salari non saranno toccati e i posti di lavoro verranno salvaguardati, con provvedimenti eccezionali: estensione degli ammortizzatori sociali, integrazioni al reddito, ripensamento e allargamento del reddito di cittadinanza per i tanti esclusi dagli ammortizzatori. I miliardi a disposizione sono passati da 3 a 7,5 e ora a 25, ma quanti andranno a sostegno dei lavoratori e delle famiglie? Al contrario, le indicazioni più forti per i datori di lavoro restano quelle di mettere i dipendenti in ferie anticipate e di utilizzare il telelavoro e non ci rassicura che le decisioni vengono assunte con la piena complicità della coalizione Cgil, Cisl, Uil e Confindustria

In un paese in cui in tanti temiamo per noi stessi e per le nostre famiglie, l'USB si assume una grande responsabilità: stare al fianco di chi lavora e denunciare con forza il cinismo di chi vorrebbe calpestare le nostre vite in nome del mercato, degli affari, dell'economia. Ce la faremo, dice il governo. Malgrado voi, risponde USB.

 

Unione Sindacale di Base

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