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DIRITTO DI SCIOPERO: TOMASELLI (USB), DELRIO DI NUOVO ALL'ATTACCO

Loro vogliono governare con il 20% ma richiedono il 51% dei lavoratori per scioperare

Roma -

COMUNICATO STAMPA

 

 “Con le sue recenti dichiarazioni il Ministro dei Trasporti Delrio porta ancora più a fondo il suo attacco al Diritto di Sciopero. Un diritto costituzionale che, è bene ricordarlo, è dei lavoratori e non dei governi, dei partiti o dei sindacati”, afferma Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo Nazionale USB.

 

Prosegue Tomaselli: “Utilizzando strumentalmente singoli eventi, si creano alibi per interventi sempre più pesanti sul mondo del lavoro, scatenando una guerra di propaganda contro lo sciopero nei trasporti per poi negare questo stesso diritto anche a tutti gli altri lavoratori”.

 

“Certo – osserva il dirigente USB - stride molto il fatto che Delrio, per poter esercitare il diritto di sciopero, richieda il Referendum tra i lavoratori con la maggioranza minima del 51%, che a lui piacerebbe tanto portare al 75%, e poi, ponendo la fiducia alla Camera, il suo governo neanche fa liberamente deliberare il Parlamento sulla legge elettorale”.

 

“Insomma, richiedono la maggioranza dei lavoratori per poter indire uno sciopero, ma vogliono governare con il consenso del 40% del 50% degli italiani che votano, cioè con meno del 20% dei consensi reali del popolo italiano – evidenzia Tomaselli - e nonostante ciò hanno anche bisogno dei premi di maggioranza”.

 

“Questa la chiamano democrazia - incalza il sindacalista - mentre vogliono impedire lo sciopero a lavoratori che sono da anni senza contratto, che non riescono ad arrivare a fine mese, che vedono aumentare tasse e diminuire i servizi; che perdono il lavoro, che non possono più curarsi o pagare l'affitto o il mutuo. Da questo governo di centro-sinistra, che sul lavoro sta attuando politiche che neanche Berlusconi si sarebbe sognato, non ci stupiamo ormai di nulla. Il lavoro gratuito dell'EXPO come modello, il jobs act come riferimento normativo, la libertà di licenziare come deterrente e/o ‘pulizia etnica’, l'accordo del 10 gennaio scorso, come collante per assicurarsi la sola protesta verbale di Cgil, Cisl, Uil e Ugl”.

 

“Cgil, Cisl, Uil e Ugl borbottano, mormorano, fanno dichiarazioni, ma di fatto accettano tutto, proprio come gran parte di quella cosiddetta sinistra del PD, che protesta e poi vota la fiducia. Ma c'è un limite a tutto - conclude Tomaselli - alla decenza come anche alla sopportazione. L'Unione Sindacale di Base è un'altra cosa, e risponderà colpo su colpo agli attacchi del governo sul diritto di sciopero”.

 

Roma, 30 aprile 2015

 

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