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Argomento:

Regione Lazio, dove sono finite le nostre economie?

Roma -

Lo scorso 22 novembre si è tenuta delegazione trattante con ad oggetto i seguenti punti:

  • l'ipotesi di accordo di contrattazione decentrata integrativa per l’utilizzo delle risorse del “Fondo risorse decentrate” del personale del comparto, relative all’anno 2022;
  • l’ipotesi di accordo di contrattazione decentrata integrativa relativa alla definizione dei criteri, delle modalità e dei tempi di erogazione al personale dei compensi correlati all’attuazione di progetti strategici, d’innovazione dei processi e di miglioramento dell’organizzazione del personale del comparto della Giunta;
  • l’ipotesi di accordo di contrattazione decentrata integrativa sui criteri per la definizione delle procedure per le progressioni economiche orizzontali per l’anno 2022;
  • l’ipotesi di accordo di contrattazione decentrata per la destinazione delle economie, realizzatesi nell’anno 2021, dello stanziamento per la retribuzione di posizione e risultato delle posizioni organizzative, ai sensi dell’art. 6, comma 6, del vigente “Regolamento per la definizione del sistema di conferimento e revoca degli incarichi di posizione organizzativa e dei relativi criteri di graduazione”. 

La discussione si è incentrata prevalentemente sul primo punto ed in particolare sulle economie e sulla destinazione di tali economie.

La proposta dell’Amministrazione è la seguente:

  • € 570.239,57 destinati ai circa 800 dipendenti dei Centri Impiego entro il 31/12/2022,
  • € 1.482.376,26 destinati a tutti gli altri dipendenti della Regione Lazio (poco meno di 2500 dipendenti) entro il 31/12/2023
  • € 1.859.000,00 per nuove PEO.

La triste constatazione è che i conti non tornano! Che fine hanno fatto gli ingenti risparmi realizzati per la mancata erogazione dei buoni pasto durante la pandemia che potremo stimare in oltre € 3.000.000,00 per l’anno 2020 e in oltre € 2.000.000,00 per l’anno 2021? L’Amministrazione non è stata in grado di riferire che fine abbiano fatto quei fondi.

E i risparmi per le sole locazioni passive che ammontano ad € 7.500.000,00 nel triennio 2021/2023 (così come previsto nel piano triennale di razionalizzazione e riqualificazione della spesa, approvato con DGR 982/2022), il cui 50% può essere destinato al personale? Dove sono?

Come mai ci è stata prospettata tale evidente disparità di trattamento tra lavoratori? E perché non raccontare da subito la realtà?

Perché oltre a non tornare i conti, non torna neanche come, lo scorso 11 novembre, Cgil, Cisl, Uil e Csa, ignorando l’esistenza di un’assemblea RSU, abbiano sottoscritto un accordo con la politica (in allegato) che prevede l’utilizzo parziale delle economie del fondo del salario accessorio del personale regionale per finalità legate al programma GOL.

Cos’è il programma GOL? Lo scorso 25 febbraio 2022 con propria deliberazione numero 76 la giunta regionale ha approvato il piano di attuazione regionale del programma GOL (l’acronimo sta per garanzia occupabilità dei lavoratori) che si inserisce nell’ambito del PNRR e che dovrà essere realizzato entro il 31 dicembre 2025.

Nella realtà non ci sono fondi aggiuntivi per remunerare il progetto speciale legato al programma GOL e così come non ci sono fondi aggiuntivi per remunerare i progetti speciali destinati al restante personale regionale!!

La posizione di USB è semplice e chiara:

  • equità nella distribuzione delle economie tra i lavoratori;
  • incremento delle retribuzioni di posizione per i titolari di incarico di Posizione Organizzativa rispettando, allo stesso tempo, sia la percentuale massima prevista dal CCNL che il limite complessivo delle economie residuate in sede di consuntivazione delle risorse già destinate nel 2021 alla remunerazione delle Posizioni Organizzative;
  • utilizzo di tutte le altre economie, comprese quelle non ancora certificate, per la realizzazione dei previsti progetti speciali da destinare prioritariamente ai percettori di redditi bassi.

Su questo ultimo punto si rammenta all’Amministrazione il mancato rispetto di quanto sancito nella dichiarazione congiunta numero 2 al CCDI 2017-2019 ovvero che: “l’Amministrazione si impegna a valutare le necessarie soluzioni, conformi alla legislazione vigente, finalizzate a consentire il passaggio alla categoria B del personale attualmente inquadrato nella categoria A dei ruoli della Giunta regionale, previa soppressione dei posti di dotazione organica previsti per la medesima categoria A.”

In questa situazione non resta altro da fare che lottare a difesa dei propri diritti dai soprusi di chi detiene il potere. unisciti a noi. Aderisci ad USB.

 

USB Pubblico Impiego – Regioni e Autonomie Locali

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