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Terzo divieto di sciopero consecutivo per la Polizia Locale di Milano. A sindaco e prefetto i diritti dei lavoratori non interessano

Roma -

Se USB proponesse uno sciopero della Polizia Locale dalle 20 del 14 agosto alle 8 del 15, la prefettura di Milano troverebbe comunque da ridire. Per l’eccellentissimo prefetto Renato Saccone e i suoi ispiratori la strada per fare sindacato è infatti una sola, a senso unico: niente discussioni e zero scioperi.

Puntuale, per la terza volta consecutiva, è arrivata la precettazione per gli agenti della Polizia Locale di Milano chiamati allo sciopero da USB per domenica 7 aprile, a sostegno di una piattaforma che il Comune da mesi rifiuta di discutere.

Il prefetto e i suoi ispiratori una motivazione la trovano sempre: questa volta non si può scioperare perché c’è Inter-Atalanta e si corre la Milano Marathon.

Il 24 marzo non si poteva scioperare perché c’era la Stramilano.

Il 7 dicembre non si poteva scioperare perché inaugurava la Scala, il vescovo parlava alla città e c’era “Oh bej! Oh bej!”.

L’ordinanza prefettizia di oggi intende tutelare “i diritti degli utenti (sic!) costituzionalmente garantiti”. I diritti dei lavoratori non sono contemplati, mai.

Il tutto si inscrive nell’offensiva varata dal governo contro il diritto di sciopero e le rappresentanze sindacali non organiche. Offensiva alla quale sindaco e prefetto di Milano sono ben lieti di fornire il loro significativo contributo.

USB riprogrammerà lo sciopero. L’esperienza però insegna: la prossima volta anziché a Sala e al prefetto ci rivolgeremo direttamente al Coni, al Vescovato e alla Scala, per concordare date e modalità.

Unione Sindacale di Base – Polizia Locale Milano

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