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USB, un appello e un convegno contro la repressione dei diritti costituzionali. Tra i primi firmatari Mimmo Lucano, Ovadia, Soumahoro, Zerocalcare, Raimo, Evangelisti, Cremaschi, Lutrario, Salerni.

Roma -

In Italia le lotte per i diritti non hanno più diritto di cittadinanza. Il decreto Salvini colpisce pesantemente le libertà sociali e sindacali fino a reintrodurre fattispecie penali da anni depenalizzate. Come durante il fascismo, il conflitto sociale, lo sciopero, la lotta sindacale, tornano materia per i tribunali penali.

Contro la restrizione dei diritti costituzionali e la deriva repressiva inaugurata con il decreto Salvini, l’Unione Sindacale di Base lancia un appello per riaffermare i diritti costituzionali a difesa del lavoro al quale hanno già aderito tra gli altri Moni Ovadia, Aboubakar Soumahoro, Paolo Maddalena, Zerocalcare, Mimmo Lucano, Christian Raimo, Valerio Evangelisti, Giorgio Cremaschi, Guido Lutrario, Arturo Salerni.

L’appello può essere sottoscritto inviando una mail a stoprepressione@usb.it.

Venerdì 17 maggio a Bologna (ore 15, Zanhotel Europa, via C.Boldrini 11) swi terrà inoltre il convegno “Lotte e diritti: conflitti sociali come reati nell’epoca della Legge Salvini”.

Unione Sindacale di Base

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